Descrizione
Si è svolta questa mattina al Cimitero monumentale di San Miniato di Signa la commemorazione davanti alla tomba di Gianni Cabrini, ucciso dalle truppe tedesche nel 1944. A nome dell’Amministrazione comunale è intervenuto il consigliere comunale Dino Ballerini, accompagnato dal consigliere comunale Luca Allegri e dalla consigliera Elisa Binella che ha rappresentato l’Anpi locale. A nome della famiglia ha partecipato il nipote omonimo Gianni Cabrini.
“Gianni Cabrini – ha ricordato Ballerini indossando la fascia tricolore – fu ucciso il 5 agosto 1944 dalle truppe tedesche durante i drammatici giorni della ritirata. Nel suo sacrificio si riflette il dolore di un’intera comunità colpita dalla brutalità della guerra, ma anche la forza di un popolo che non ha mai smesso di credere nella libertà, nella pace e nella democrazia. Ricordare Gianni Cabrini significa tenere viva la memoria di un passato doloroso che ha segnato la nostra storia, ma che ci ha anche resi più consapevoli e determinati nel costruire un futuro migliore. A ottantuno anni da quel tragico giorno – ha aggiunto - rinnoviamo il nostro impegno a trasmettere alle nuove generazioni i valori della memoria e della Resistenza, affinché nessun sacrificio venga dimenticato e simili orrori non si ripetano mai più. Per questo – ha concluso – vogliamo ricordare Gianni Cabrini come un eroe silente, un simbolo per tutta Signa, la sua morte rappresenta una delle tante tragedie individuali che compongono il dolore collettivo di un Paese lacerato dalla guerra e dall’occupazione nazista. La memoria non è solo commemorazione: è responsabilità”.
A chiusura della cerimonia, dopo il silenzio eseguito dal musicante della Filarmonica Verdi, la consigliera Binella, a nome dell’Anpi, ha ricordato l’importanza di far conoscere alle nuove generazioni questi barbari episodi. “Gli episodi di violenza estrema, le stragi di civili inermi, le rappresaglie contro donne, uomini e bambini, come quelli avvenuti in tante località italiane durante l’occupazione tedesca, - ha detto - rappresentano uno dei momenti più bui della nostra storia. È fondamentale che le nuove generazioni conoscano questi fatti, non per alimentare odio, ma per sviluppare conoscenza e consapevolezza”.
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Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2025, 12:00