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Cipolla vernina di Signa, è tempo di raccolta: prosegue il progetto di rinascita dello storico prodotto del territorio
Il sindaco Fossi: “ Così stiamo recuperando un pezzo della nostra storia e della nostra identità”
È tempo di raccolta e di sbarbature nei campi della cipolla vernina di Signa. Ieri il sindaco Giampiero Fossi ha effettuato un nuovo sopralluogo insieme ai rappresentanti dell'azienda Pastacaldi e al dottore agronomo Gianfranco Pellegrini per verificare l'andamento della coltivazione che sta riportando in vita uno dei prodotti simbolo della tradizione agricola signese.
Le operazioni di raccolta sono ormai completate e i primi risultati confermano le aspettative. La cipolla vernina sta mostrando ottime caratteristiche qualitative e quantitative, distinguendosi anche per una sorprendente capacità di svilupparsi con un fabbisogno idrico molto contenuto, un elemento di grande interesse anche alla luce dei cambiamenti climatici.
“Quello che stiamo vivendo è un momento molto importante per Signa, perché non stiamo semplicemente riportando in coltivazione una varietà di cipolla, ma stiamo recuperando un pezzo della nostra storia e della nostra identità - ha spiegato il sindaco Fossi - la cipolla vernina ha accompagnato per generazioni il lavoro delle famiglie contadine signesi e rischiava di scomparire per sempre. Oggi, grazie alla lungimiranza della famiglia Pastacaldi e al patrimonio di conoscenze custodito da Guelfo Beconi, possiamo guardare con fiducia al futuro. I risultati che stiamo osservando nei campi sono molto incoraggianti e dimostrano che investire sulle nostre eccellenze locali è una scelta vincente. Come Amministrazione continueremo a sostenere questo progetto, perché significa valorizzare la nostra agricoltura, le nostre tradizioni e offrire al territorio un'opportunità di sviluppo legata alla qualità e alla biodiversità”.
La storia della cipolla vernina affonda le proprie radici nella tradizione contadina della Piana fiorentina. Per decenni è stata una delle coltivazioni più diffuse nel territorio signese, apprezzata per la dolcezza, la qualità della polpa e le sue caratteristiche organolettiche. Con l'avvento della meccanizzazione agricola questa varietà, particolarmente delicata e soggetta ad ammaccarsi durante la lavorazione, è stata progressivamente abbandonata fino a rischiare l'estinzione.
A custodirne il seme è stato per anni Guelfo Beconi, ultimo depositario di questa antica coltivazione. Da lui è partito il passaggio di testimone verso la famiglia Pastacaldi, storica azienda signese leader nel settore della lavorazione e commercializzazione delle cipolle, che ha deciso di investire nel recupero di questa preziosa varietà.
Un progetto sostenuto anche da Slow Food Scandicci, che punta a valorizzare la cipolla vernina attraverso la candidatura all'Arca del Gusto. Il prodotto sarà infatti presentato a Terra Madre, il grande appuntamento internazionale di Slow Food in programma a settembre a Torino, primo passo di un percorso che potrebbe condurre, in futuro, anche al riconoscimento come Presidio Slow Food.
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Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2026, 12:32