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La regina della paglia: taglio del nastro per l’esposizione realizzata in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"

L’annuncio del sindaco Fossi: “La mostra inaugurata ieri apre la strada per una sezione permanente al Museo dedicata alle borse”

Data :

7 giugno 2026

 La regina della paglia: taglio del nastro per l’esposizione realizzata in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
Municipium

Descrizione

La regina della paglia: taglio del nastro per l’esposizione realizzata in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"

 

L’annuncio del sindaco Fossi: “La mostra inaugurata ieri apre la strada per una sezione permanente al Museo dedicata alle borse”  

 

Grande partecipazione ieri pomeriggio al Museo Civico della Paglia di Signa per l'inaugurazione della mostra "La regina della paglia", un progetto espositivo che ha portato  alla luce una pagina fondamentale ma ancora poco conosciuta della storia produttiva del territorio: quella delle borse in paglia.

 

Promossa dal Museo Civico della Paglia di Signa in collaborazione con l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" – Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale e con il Dottorato di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy: Identità, Innovazione e Sostenibilità, la mostra è stata curata dalla professoressa Ornella Cirillo e dalla dottoranda Angela Maria Ferraro, con la consulenza scientifica di Roberta Angari e la consulenza creativa di Simona Cimmino, coinvolgendo anche gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Design per l'Innovazione dell'ateneo campano.

 

L'esposizione racconta l'evoluzione della borsa in paglia: da semplice e pratico contenitore della tradizione contadina a simbolo di eleganza e stile, protagonista della moda italiana e internazionale a partire dagli anni Cinquanta. Un percorso che ha evidenziato l'importanza di una produzione spesso rimasta in secondo piano rispetto ai più noti cappelli di paglia ma che ha rappresentato una componente essenziale dell'identità manifatturiera signese.

 

Proprio da questa consapevolezza é nata  una delle principali novità emerse durante l'inaugurazione: la volontà dell'Amministrazione comunale di Signa di lavorare alla creazione di una sezione stabile del Museo dedicata alle borse in paglia, affinché questo patrimonio possa trovare una valorizzazione permanente.

 

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Giampiero Fossi. “Questa esposizione ci aiuta a comprendere meglio la complessità e la ricchezza della nostra storia manifatturiera. Quando si parla di paglia si pensa immediatamente al cappello, ma entrando nelle aziende e studiando gli archivi emerge con forza un'altra produzione di grande valore: quella delle borse in paglia. A Signa non si realizzavano soltanto cappelli, ma anche accessori che hanno saputo affermarsi sui mercati nazionali e internazionali. Oggetti bellissimi che appartengono al nostro passato ma che parlano ancora al presente, testimonianze di un saper fare che può continuare a rappresentare un'opportunità di sviluppo e valorizzazione. L'artigianato italiano ha costruito la propria grandezza mettendo insieme cuore, mani e intelligenza, ed è proprio questo patrimonio che siamo chiamati a custodire e raccontare”. 

 

Angelita Benelli, presidente dell'Associazione Museo della Paglia e dell'Intreccio "Domenico Michelacci", ha poi sottolineato il valore del lavoro corale che ha reso possibile il progetto.

 

“Questa mostra é nata da un grande lavoro di squadra e da un importante percorso di ricerca scientifica. Oltre alla docente Ornella Cirillo e alla dottoranda Angela Maria Ferraro dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli” voglio ringraziare Maurizio Catolfi, Federico Gori e Federico Marretti per il contributo offerto alla valorizzazione di questo patrimonio oltre alla Digital Moon di Andrea Benelli per la stampa dei pannelli. Un pensiero particolare va anche alla ditta Emilio Paoli, storica eccellenza fiorentina della lavorazione delle fibre vegetali, che anni fa donò al Museo i manufatti oggi esposti rimasti finora nel nostro archivio. Una donazione preziosa, ma mai resa nota finora, che ci consente di raccontare una storia imprenditoriale di assoluto rilievo e di restituire visibilità a una produzione che ha contribuito a portare nel mondo il nome della Toscana e del Made in Italy”. 

 

Al centro della mostra si trova infatti la storia della ditta Emilio Paoli, fondata a Firenze nel 1895 e attiva fino al 2006, protagonista nel settore della progettazione e produzione di manufatti in fibre vegetali. Attraverso il lavoro di ricerca svolto sui fondi archivistici conservati presso il Museo Civico della Paglia, è stato possibile riportare alla luce documenti, modelli e testimonianze che hanno restituito il giusto riconoscimento a un'azienda che ha rappresentato una delle eccellenze italiane del settore, contribuendo all'affermazione internazionale della borsa in paglia quale simbolo della cultura manifatturiera toscana.

 

Il direttore del Museo Civico della Paglia, Francesco Monciatti, ha evidenziato il significato della collaborazione avviata con l'ateneo campano. “Questa esperienza ha creato un importante legame con l'Università della Campania, che opera in un luogo simbolico come il complesso di San Leucio, legato alla tradizione delle sete e dei tessuti. Si tratta di due territori che custodiscono storie manifatturiere di grande valore. Auspico che questa collaborazione possa proseguire e rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni”.

 

Particolarmente apprezzato l'intervento della curatrice Ornella Cirillo, che ha posto l'accento sul valore umano e culturale del progetto.

 

“Tra Toscana e Campania si è creato un dialogo nato dalla più assoluta spontaneità. Da parte di Signa c'è stato un enorme atto di fiducia e di stima nei nostri confronti. Questa mostra rappresenta la prova concreta di una condivisione autentica tra istituzioni, studiosi e territorio. Oggi siamo chiamati a costruire vere comunità di patrimonio, capaci di riconoscersi attorno a una storia comune senza gerarchie di ruoli. Per questo sono particolarmente felice e soddisfatta del risultato raggiunto e profondamente grata per l'accoglienza ricevuta”.

 

Roberta Angari ha invece richiamato il ruolo della memoria come strumento indispensabile per costruire il futuro.

 

“Non può esistere innovazione senza la conoscenza del patrimonio culturale. Gli oggetti custodiscono memorie, saperi, competenze e identità. Recuperare e studiare queste testimonianze significa offrire nuove opportunità di crescita e di sviluppo”.

 

Infine, a raccontare il percorso che ha portato alla nascita della mostra è stata la dottoranda Angela Maria Ferraro.

 

“Ci siamo trovati davanti a un patrimonio straordinario e in gran parte inesplorato. Nei depositi del Museo abbiamo scoperto materiali legati a una realtà imprenditoriale che ha avuto una rilevanza internazionale. Il nostro lavoro è stato quello di riportare alla luce queste testimonianze e restituirle al territorio, affinché possano essere conosciute e valorizzate”.

 

Attraverso cinque sezioni tematiche, "La regina della paglia" accompagna i visitatori alla scoperta delle molteplici dimensioni tecniche, estetiche e culturali della borsa in paglia, restituendo prestigio a un patrimonio che ha segnato la storia economica e sociale del territorio. Una riscoperta che guarda al futuro e che potrebbe presto tradursi in un nuovo spazio permanente del Museo dedicato a uno dei simboli più affascinanti e rappresentativi della tradizione manifatturiera signese.

 

Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026, 11:58

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