Descrizione
Al Museo della Paglia di Signa l’esposizione dedicata all’Italica Ars racconta una delle esperienze produttive e culturali più significative del Novecento nelle Signe
Il sindaco Fossi: “Un’eccellenza del nostro territorio, un tributo a una storia bellissima”
Si è svolta oggi al Museo della Paglia di Signa l’inaugurazione della mostra “La Fabbrichina. Ceramiche e lavoro dell’Italica Ars nelle Signe”, un progetto espositivo che riporta al centro una delle esperienze produttive e culturali più significative del Novecento nel territorio signese e dell’area metropolitana fiorentina.
La mostra, curata da Fabio Ganugi con l’allestimento di Maurizio Catolfi, presenta una selezione di opere provenienti dalla Collezione Mario Ganugi e importanti lavori di Antonio Manzi, figura chiave nella storia artistica della manifattura Italica Ars.
Il percorso restituisce non solo il valore estetico delle ceramiche, ma anche le storie di uomini, di lavoro e di cooperazione che hanno reso la cosiddetta “Fabbrichina” un punto di riferimento capace di portare le produzioni delle Signe nelle case di mezzo mondo.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Signa Giampiero Fossi, la presidente dell’Associazione Museo della Paglia e dell’Intreccio “Domenico Michelacci” Angelita Benelli, il curatore Fabio Ganugi e Maurizio Catolfi. Hanno partecipato inoltre l’assessore del Comune di Lastra a Signa Massimo Galli, l’assessore di Carmignano Dario Di Giacomo e il presidente del Consiglio comunale di Montale Tiziano Pierucci, a testimonianza di un patrimonio condiviso che supera i confini comunali.
“Questa mostra racconta un’eccellenza del nostro territorio in un luogo che è già di per sé magico, dove arte e bellezza si incontrano” - ha dichiarato il sindaco Giampiero Fossi - in tanti avranno l’occasione di entrare nella storia dell’Italica Ars, una storia fatta di creatività operaia, di mani che hanno saputo lasciare un segno profondissimo. È un tributo a una bellissima esperienza che unisce Signa, Lastra a Signa e tutto il nostro comprensorio”.
Per il curatore Fabio Ganugi, l’esposizione nasce da una doppia esigenza: “È un omaggio a mio padre, ma soprattutto un modo per restituire memoria a un’azienda che è stata un’entità unica. La zona delle Signe ha caratteristiche comuni, una storia centenaria di lavoro e di sapere. L’Italica Ars ha rappresentato un’idea alta di impresa, con una forte finalità sociale, profondamente inserita nel tessuto economico locale, arrivando a dare lavoro a fino a cento persone”.
“Proponiamo continuamente mostre che dialogano con la nostra identità - ha sottolineato Angelita Benelli - la Fabbrichina è stata la fabbrica di tante famiglie e tante vite. Portare qui queste opere d’arte significa dare voce a una comunità e riconoscere il valore culturale di una storia di lavoro”.
“La cittadinanza di Lastra a Signa ha questa fabbrica nel cuore - ha poi aggiunto l’assessore Massimo Galli - essere qui oggi è motivo di orgoglio”. Sulla stessa linea l’assessore di Carmignano Dario Di Giacomo: “La comunità di Signa risponde sempre con grande calore. Ci sentiamo uniti anche dalle attività economiche che hanno reso questi luoghi vivi e accoglienti”. Per il presidente del Consiglio comunale di Montale, Tiziano Pierucci, “ci unisce un filo culturale fatto di collaborazione concreta e di una capacità di accoglienza che non è mai venuta meno”.
“Nel tempo - ha concluso Catolfi - la Fabbrichina è stata una vera fucina, capace non solo di produrre oggetti, ma di formare giovani artisti e trasmettere un sapere che continua a vivere”.
“La Fabbrichina. Ceramiche e lavoro dell’Italica Ars nelle Signe” si propone, così, come un racconto corale, che va oltre l’esposizione di manufatti per restituire una memoria collettiva fatta di dignità del lavoro, cooperazione e visione, ancora oggi parte integrante dell’identità del territorio.
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Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2026, 12:50