Descrizione
Inaugurata stamani al Museo Civico della Paglia la mostra internazionale dell’artista coreana Bona Choi Soonim
Il sindaco Fossi: “L’arte ci unisce oltre ogni distanza, un messaggio forte nel giorno di Pasqua”
Grande partecipazione questa mattina a Signa per l’inaugurazione della mostra “Il giardino di Gyegwanhwa: Le Jardin” dell’artista coreana Bona Choi Soonim, ospitata al Museo Civico della Paglia.
Al taglio del nastro, davanti a un pubblico numeroso, erano presenti, insieme all’artista, il sindaco Giampiero Fossi, il parroco Don Vincenzo Varriale e il consigliere regionale Claudio Gemelli.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, si inserisce nel programma della Festa della Beata Giovanna e intende rafforzare il ruolo del Museo come spazio di dialogo tra culture.
“Questa mostra - ha spiegato il sindaco Fossi - ci invita davvero a entrare in un mondo di meraviglia, capace di mettere in relazione la nostra storia e i valori della comunità con sensibilità e culture che arrivano da lontano. Le opere riescono a evocare emozioni profonde e a dare forma a suggestioni che spesso le parole non bastano a esprimere. Ringrazio l’artista per aver scelto Signa: con questa esposizione il Museo e tutto il nostro territorio si arricchiscono ulteriormente. È anche un segnale forte di quanto il linguaggio universale dell’arte riesca a unire le persone. In un momento particolare come quello pasquale, abbiamo voluto fare un’eccezione inaugurando questa mostra proprio nel giorno del Sabato Santo. Il messaggio di queste opere si lega profondamente allo spirito di questo periodo, invitando a immergersi nella bellezza e nella riflessione”.
Soddisfazione é stata espressa dall’artista Bona Choi Soonim: “Per me è un grande onore e una gioia essere qui, in una terra così ricca di arte e tradizioni - ha detto- ringrazio il sindaco e l’Amministrazione comunale di Signa per avermi accolta e offerto questa opportunità che rappresenta un importante momento di scambio culturale. Il mio lavoro nasce dall’idea che anche il dolore faccia parte dell’esistenza: il giardino che racconto nelle opere è un luogo interiore, una sorta di Eden simbolico, pensato per offrire uno spazio di cura e di equilibrio per l’anima”.
La mostra sarà visitabile per tutto il mese di aprile fino ai primi giorni di maggio, offrendo ai visitatori un’occasione di incontro tra Oriente e Occidente attraverso il linguaggio universale dell’arte.
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Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2026, 12:53