Comune di Signa

Partecipazione popolare diretta - Istituti

Alle forme di partecipazione popolare lo Statuto del Comune dedica l'intero Titolo III:

  • art. 8 "Partecipazione dei cittadini"
  • art. 9 "Consultazioni"
  • art. 10 "Istanze, petizioni, proposte"
  • art. 11 "Referendum"
  • art. 12 "Pubblicità degli atti amministrativi e diritto d'accesso"
  • art. 13 "Ufficio Relazioni con il Pubblico".

Gli istituti di partecipazione diretta sono, in particolare, quelli contenuti negli articoli che seguono:


ART. 10
Istanze, petizioni, proposte

 
  1. L'istanza costituisce formale richiesta scritta diretta al Sindaco, contenente sollecitazioni, considerazioni, inviti, rivolti ad evidenziare determinate esigenze per migliore tutela degli interessi collettivi.
  2. Essa è sottoscritta da cittadini singoli e/o associati, anche non residenti, purchè abbiano un rapporto continuativo di studio o lavoro nel comune ed abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.
  3. Il Sindaco provvede ad inoltrare tali istanze agli organi competenti e dà risposta motivata all'interessato entro 60 giorni dalla presentazione.
  4. La petizione rappresenta la formale richiesta scritta rivolta al Consiglio Comunale sottoscritta da almeno 150 cittadini o da 5 associazioni fra quelle iscritte all'albo di cui all'art 8 del presente Statuto, per esporre necessità collettive e richiedere l'adozione di adeguati provvedimenti amministrativi.
  5. Il Consiglio comunale stabilisce nel proprio regolamento i criteri di esame delle petizioni prevedendo comunque una risposta motivata entro 60 giorni dalla presentazione.
  6. E' sempre e comunque dichiarata inammissibile  la petizione il cui contenuto non si esprima in un quesito ma richieda invece l'adozione di atti, per i quali va invece avanzata la proposta di cui al successivo comma 7 del presente articolo.
  7. I singoli cittadini o associazioni in numero e modalità analoghe a quanto previsto nel  comma quarto  possono avanzare al Consiglio comunale o alla Giunta proposte - redatte in articoli o in schemi  di deliberazione - per l'adozione di atti amministrativi per migliore tutela degli interessi collettivi.
  8. Specifico regolamento individua le condizioni di ammissibilità di forma delle proposte, le modalità ed i termini per l'istruttoria delle medesime che devono essere poste in discussione dell'organo competente entro due mesi dalla presentazione.
  9. E' sempre e comunque dichiarata inammissibile la proposta di adozione di atti nelle materie di cui al sesto comma del successivo articolo 11.
 

ART. 11
Referendum 

1. Con deliberazione del Consiglio comunale o su richiesta di almeno il dieci per cento degli elettori del Comune, al 31 dicembre dell'anno precedente possono essere indetti referendum popolari consultivi, abrogativi o propositivi su questioni di rilevanza generale attinenti alle materie di esclusiva competenza comunale.
2. Il voto referendario esprime assenso o diniego ad un quesito.
3. Apposito regolamento stabilisce le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato.
4. Nella consultazione referendaria hanno diritto di voto tutti i cittadini elettori nel comune.
5. I quesiti approvati in sede referendaria che richiedono atti deliberativi di attuazione sono sottoposti al voto del Consiglio o della Giunta, secondo le rispettive competenze, nei modi ordinari.
6. Il referendum è comunque escluso sulle seguenti materie:

  1. Statuto comunale e regolamento del consiglio comunale;
  2. Tributi , tariffe dei pubblici servizi e  Bilancio;
  3. Espropri per pubblica utilità;
  4. Elezioni, nomine , designazioni, sospensioni, revoche e decadenze;
  5. Il Piano Regolatore Generale e il piano strutturale;
  6.  L'ordinamento, la dotazione organica e il trattamento economico del personale;
  7. Argomenti o orientamenti xenofobi, razziali, discriminanti per i portatori di handicap,       

7. Il referendum non può aver luogo in coincidenza con altre operazioni elettorali provinciali e  comunali.
8. I quesiti sottoposti a referendum non possono essere riproposti prima che siano trascorsi 5 anni  dalla  precedente consultazione.
9. La consultazione referendaria non può essere svolta durante gli ultimi 12 mesi del mandato amministrativo.