Comune di Signa

Raffaello Fossi (RAFO)

Signa 21 aprile 1928 – 08 gennaio 1962

RafoIl percorso artistico di Raffaello Fossi è iniziato nel Castello di Signa negli anni a ridosso del secondo dopoguerra, in un momento ricco degli stimoli e delle forze propulsive tipiche della ricostruzione. La presenza a Signa della “bottega” di Giuseppe Santelli e di una notevole attività artigianale legata alla produzione di ceramica e di terrecotte artistiche contribuì a mostrare a molti giovani signesi e lastrigiani la bellezza di misurarsi con i temi dell’arte favorendo la nascita di pittori e scultori capaci di lasciare una profonda traccia nella storia artistica di questo territorio, come Moschi, Catarzi, Bertelli, Borgini ed i fratelli Cartei. Per Rafo alle prime esperienze pittoriche, sviluppatesi nella scuola di Giuseppe Santelli, seguirono quattro anni di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la direzione del professor Giorgio Settala ed un periodo di perfezionamento nella Scuola del Nudo. Una completa preparazione su ogni tecnica pittorica si accompagnò a continui tentativi ed esperimenti che portarono Rafo ad avventurarsi in molti ambiti artistici, forte di una tensione culturale caratterizzata sia dalla lettura che dallo studio di filosofi e scrittori, favorendo la sua partecipazione attiva all’interno del dibattito culturale ed artistico fiorentino. Il suo nome d'arte, RAFO, derivante dall’utilizzo delle due lettere iniziali del nome e del cognome, fu suggerito da Ottone Rosai che ispirò anche alcune delle prime opere incoraggiandolo a seguire il proprio percorso artistico. Il primo giugno del 1957 fu inaugurata la sua prima esposizione presso la Galleria “Vigna Nuova” di Firenze, cui seguirono in successione, oltre a ripetute partecipazioni a concorsi e a collettive, altre mostre personali, a Firenze, Prato, Empoli, Ferrara, che ebbero, come si può rilevare da articoli di stampa, grandi successi di critica e di pubblico. Nel luglio del 1959 la Galleria “Spinetti” di Firenze ospiterà la mostra che, secondo Umberto Baldini, segnerà la piena maturazione artistica di RAFO.
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La sua capacità di esprimersi utilizzando le più particolari tecniche pittoriche fu utilizzata anche su quelle tematiche di valenza politica e civile che animavano il dibattito dei primi anni sessanta. In seguito alla sua partecipazione ad una mostra contro il nucleare RAFO intervenne, giovedì 21 dicembre 1961, ad una trasmissione televisiva dal titolo “Arti e Scienze”. La morte improvvisa, giunta a 33 anni, alla vigilia del suo tanto atteso viaggio a Parigi, dove pensava di prendere contatto con le avanguardie artistiche presenti nella capitale francese, interrompeva bruscamente un percorso che, dopo tante difficoltà e delusioni, sembrava essere arrivato ad un successo che lo stava consacrando anche agli occhi di un pubblico più vasto accanto agli amici Loffredo, Cartei, Borgini, Tirinnanzi, Venturi, Gambassi, Bergomi, Pini, Midollini, Antonio e Xavier Bueno. Rafo 1