Comune di Signa

Zanzara tigre: come difendersi

La zanzara tigre è un insetto nuovo per la fauna italiana; originaria del l’Asia sud-orientale è stata rinvenuta in Italia, per la prima volta a Genova, introdotta probabilmente attraverso il commercio di pneumatici usati. Attualmente è presente in molte città d’Italia. Il nome scientifico della zanzara tigre è "Aedes albopictus", a Signa è stata individuata fino dal 2000 e ha ormai colonizzato alcune zone del territorio urbano. Il Comune, fino da tale data, ha iniziato a monitorare il fenomeno e a contrastarne l'infestazione. 

Come riconoscerla

Aedes albopictus è una zanzara di piccole dimensioni, facilmente distinguibile dalla zanzara normale per la colorazione nera, con una banda bianca che attraversa longitudinalmente la parte superiore del torace e le evidenti fasce bianche che caratterizzano il corpo e le zampe.

Quando è attiva

 La zanzara tigre è presente, con variazioni dovute alla stagione, tra metà maggio e fine ottobre. In autunno depone le uova, dette "di resistenza", che le consentono di sopravvivere anche ad inverni molto rigidi. E' attiva solo di giorno e cessa la sua attività nelle ore notturne.

Dove si sviluppa 

Come tutte le zanzare ha bisogno di acqua per riprodursi. Le uova, deposte poco sopra la superficie dell’acqua sulle pareti di contenitori artificiali e in piccole cavità naturali, si schiudono quando sono sommerse. Le larve fuoriuscite dalle uova proliferano nel liquido e, con successive mute, si trasformano in pupa e poi in adulto. Lo sviluppo da uovo ad adulto si compie in pochi giorni ed è tanto più breve quanto più è alta la temperatura. Un ambiente con verde e umidità costituisce l’habitat ideale per l’insetto adulto.

 

Non nasce nei canali, fossati, stagni e fogne con acque inquinate perché depone le uova prevalentemente in piccole raccolte di acqua pulita in orti, giardini, cortili, condomini, terrazze.

Per questi motivi colpisce soprattutto le abitazioni con giardino o vicine ad aree verdi  rifugiandosi fra la vegetazione ed impedendo il sostare all’esterno soprattutto di giorno.

Le conseguenze della puntura 

La puntura dell’insetto causa, nelle persone sensibili, gonfiori di un certo rilievo (pomfi pruriginosi). I rischi sanitari conseguenti alle punture dell’Aedes albopictus sono analoghi a quelle delle altre zanzare presenti in Italia. 

Cosa fare: nelle zone infestate dall’insetto è opportuno indossare abiti di colore chiaro, che coprano gambe e braccia, e utilizzare gli specifici repellenti evitando le zone corporee maggiormente esposte al sole.

In caso di puntura utilizzare gli appositi stick dopo puntura, non irritare i pomfi per evitare possibili rischi di infezione. Se, dopo essere stati punti, si avvertono forti reazioni allergiche o severe situazioni di disagio rivolgersi al medico curante.

Cosa fa il Comune

Il servizio di disinfestazione è svolto da Alia S.p.A. Servizi Ambientali nell'ambito dei servizi di igiene urbana ed è rivolto esclusivamente alle aree pubbliche  attuando interventi di disinfestazione  nel seguente modo:

  • Trattamenti antilarva fra maggio e settembre nei pozzetti stradali e nei fossi di scolo delle acque ove è stata rilevata la presenza di larve;
  • Trattamenti adulticidi di disinfestazione nelle aree pubbliche fra giugno e settembre nelle situazioni emergenziali.

L'Ordinanza n.4501 del 4/04/2004  obbliga e invita al rispetto dei comportamenti che tutti devono adottare. 

Come contrastarne la diffusione

 La prevenzione e la lotta larvicida, sono i metodi più razionali ed efficaci di contenimento delle zanzare. Gli interventi contro gli insetti adulti, pur se eseguiti correttamente sono infatti poco duraturi e vanno utilizzati nelle situazioni di emergenza. Per prevenire l'instaurarsi di focolai d'infestazione nei propri cortili è necessario osservare alcuni semplici, ma fondamentali comportamenti che il cittadino deve adottare:

  • eliminare le piccole raccolte d’acqua (sottovasi, teli di nylon che formano pozze artificiali, secchi, pneumatici abbandonati, barattoli e bidoni);
  • i ristagni d’acqua non eliminabili (tombini, scoline, grondaie) devono essere trattati periodicamente da maggio ad ottobre, con gli specifici prodotti ad azione antilarvale in commercio presso i rivenditori di zona; la frequenza dei trattamenti e le modalità di impiego dipendono dal prodotto utilizzato e sono indicati in etichetta;
  • coprire le raccolte d'acqua per l'irrigazione con reti a maglia fine (es. zanzariere) o teli;
  • mantenere puliti da foglie e detriti i tombini e le grondaie, eliminare sterpaglie ed erba alta dai giardini, per offrire minori occasioni di rifugio alle zanzare adulte e ridurre al minimo indispensabile le irrigazioni di orti e giardini;
  • raccomandare a vicini e amici l’osservanza di questi semplici consigli.

 

Se, in casi di forte infestazione, si decidesse comunque di ricorrere a trattamenti adulticidi, si raccomanda di usare insetticidi a base di piretro naturale o di sintesi operando solo in assenza di vento entro 2 metri da terra e attenendosi strettamente a quanto riportato in etichetta: in ogni caso la lotta adulticida non può sostituirsi alle azioni preventive ed alla lotta larvicida.

In allegato è possibile visualizzare l'ordinanza sul controllo e la prevenzione delle infestazioni .


Nei pozzetti di raccolta delle acque piovane ed altri contenitori o luoghi ove si verifichi ristagno di acqua, devono essere utilizzati prodotti insetticidi antilarvali in compresse, granulato o soluzione liquida per impedire lo sviluppo delle larve di zanzara e di altri insetti seguendo le istruzioni riportate in etichetta. Questi prodotti possono essere acquistati presso i rivenditori specializzati della Zona.