Festa della Beata Giovanna
Estratto da "Signa Itinerario Storico Artistico"
Testo a cura Associazione Corteo Storico "Beata Giovanna"
La "Festa della Beata Giovanna", che si svolge il "Lunedì dell’Angelo", rievoca l'annuale processione in onore della "Beata" istituita nell'anno 1385 in occasione della traslazione della Sua salma, ed è promossa dalla " Venerabile Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo", nata nel 1348 come "Compagnia dei Bianchi".
Essa rappresenta una delle occasioni più alte e sentite dalla popolazione di Signa, quando rievocazione storica e fede religiosa si coniugano insieme, dando vita ad un'iniziativa di notevole interesse e spettacolarità le cui radici affondano profondamente nella storia, nella fede religiosa e nella tradizione del nostro popolo di Signa.
Il solenne "Corteo Storico", parte integrante della cerimonia religiosa con cui ricordiamo questa nostra grande concittadina, si apre con il Gonfalone, scortato dagli Alabardieri, seguiti dal Corpo dei Musici, con i suoi Tamburini ed i suoi Chiarinisti; seguono poi le quattordici bandiere delle Arti Minori e le sette bandiere delle Arti Maggiori (le antiche Corporazioni del Lavoro).
Dopo i quattro "Popoli" viene il "Palio", seguito dall'Araldo che reca il "Proclama del Popolo", anch'egli accompagnato da due Paggetti.
Segue poi "l'Antico Comune di Signa", simboleggiato dal Capitano scortato da sei Armati, dai Tamburini, dal Gonfalone con le insegne del Comune scortato da due Pennonieri, seguito dal Podestà con il Notaio ed il Camerlengo Generale.
Dopo le autorità, seguono i Nove del "Consiglio Generale del Comune", ed in chiusura la scorta di quattro Armati.
Chiudono il "Corteo" il Pievano di Signa, la "Venerabile Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo", detta dei Bianchi, ed il ciuchino con sul dorso un bambino in tenera età, vestito da angiolino e recante in mano un passerotto, che poi sarà liberato in Pieve, assolvendo così ad una funzione di predizione per l'annata.
La presenza degli angiolini e dei passerotti è legata a due miracoli attribuiti alla Beata: la resurrezione di un bimbo e la guarigione di un passerotto.
Arrivato in "Piazza" (come è chiamata dai signesi piazza Cavour), il "Corteo Storico" si dispone davanti alla Pieve di San Giovanni Battista, dove si svolge la cerimonia finale.
Le Ancelle con i fiori, la lampada votiva e gli orci con l'olio per quest'ultima, si recano a rendere omaggio e a deporre i loro doni all'urna della Beata. Poi le Damigelle del Corpo di Ballo Medievale si esibiscono in un ballo in onore della "Beata" e l'Araldo legge il "Proclama del Popolo".
In chiusura il Pievano di Signa impartisce, a tutti i "Popoli" ed a tutti i presenti, la solenne benedizione in nome della "Beata Giovanna".
Un tempo tutte le parrocchie vicine partecipavano alla cerimonia, mandando ognuna i propri angiolini su di un ciuchino, ma oggi la processione coinvolge soltanto Signa, ed in Pieve arriva un solo ciuchino.
Comunque la manifestazione è sempre più sentita nel paese e nei dintorni, tanto da far rinascere il desiderio di ritornare a queste antiche tradizioni, che vedevano la partecipazione di tutti i parroci e di tutti i parrocchiani del contado.
