La Beata Giovanna
"Vita e Miracoli della BEATA GIOVANNA DA SIGNA"
La "Beata Giovanna", patrona di Signa, nacque, secondo fonti documentarie, nel 1242 (o 1266).
Poco sappiamo della sua vita, ad esclusione dei miracoli che le furono attribuiti, sia in vita che dopo la sua morte.
La fonte principale è il codice "Beatae Johannae vita et miracula" databile tra il 1383 ed il 1396, recentemente trascritto e pubblicato dal Gruppo Archeologico Signese nel volume "Vita e Miracoli della BEATA GIOVANNA DA SIGNA - Memorie di una comunità".
In questo manoscritto abbiamo pochissime notizie al di fuori dei miracoli e dei prodigi attribuitegli: ben ventisette, di cui sei mentre era ancora in vita, e ventuno, dopo la sua morte.
La sola notizia sulla sua vita riguarda il luogo di nascita: "La Beata ed alma Vergine Giovanna fu originaria di un castello situato presso Firenze".
Questa frase è stata all'origine della disputa sul suo luogo di nascita fra Signa e la Comunità di San Martino a Gangalandi (Lastra a Signa) che ne reclamava le spoglie.
Appare comunque improbabile che essendo nativa "dell'altra riva dell'Arno" avesse scelto Signa come luogo di romitaggio, come attestato dalla sola fonte risalente al periodo in cui Giovanna era ancora in vita: un libro di spese dei "Capitani della Compagnia d'Orsanmichele" a Firenze che nel 1306 registra il versamento di una somma di denaro per elemosina "alla Giovanna romita di Signa".
Ancora aperta è la "disputa" se Giovanna appartenesse a qualche Ordine Monastico (i più accreditati sono l'Ordine Vallombrosiano e l'Ordine Francescano), oppure semplicemente una vergine laica che aveva scelto l'eremitaggio e la preghiera.
Dopo la sua morte, avvenuta secondo alcune fonti il 9 novembre del 1307, attorno al 1348 secondo altre, da ogni parte della Toscana si svilupparono verso di Lei varie forme di venerazione popolare.
È del 1383 la prima notizia documentata di festeggiamenti in suo onore; mentre la "Festa della Beata Giovanna", che si svolge il "Lunedì dell’Angelo", rievoca l'annuale processione istituita nell'anno 1385 in occasione della seconda traslazione del corpo.
Nel 1385 venne fondata l'Opera della Beata Giovanna che per quasi cinque secoli curò feste e celebrazioni ed amministrò beni, commissionando opere d'arte, ristrutturazioni ed ampliamenti, sia della Cappella contenente il corpo della Beata sia della Chiesa di S. Giovanni che la includeva.
L'Opera venne soppressa l'11 giugno 1785 dal Granduca Pietro Leopoldo, assieme a numerose altre compagnie religiose, ma nonostante questo la devozione alla Beata non cessò, rimanendo integra fino ai nostri giorni, a dimostrazione di un sentimento profondamente radicato nel popolo.
La venerazione della Beata Giovanna non fu solo dei Signesi, ma anche di Prato e Firenze, del Pistoise e del Mugello, come testimoniano i numerosi doni e legati lasciati per "grazia ricevuta". Fra i devoti più illustri è da ricordare anche la famiglia Medici, che nel 1439, per due volte fecero sfilare la salma in processione a Firenze.
Questa venerazione fece sì che la cappella della Beata e la Chiesa di S. Giovanni fossero ricolme di ex-voto, arricchendole anche di numerose opere d'arte, quali due cicli di affreschi ai lati dell'altar maggiore, e numerose tele, alcune delle quali appena restaurate come le due opere di Giovanni Gagliardi, ed altre ancora in fase di restauro.
